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Corporate Financial Risk Management
La Gestione dei Rischi Finanziari in Azienda passa dall'analisi e gestione delle Fonti di Finanziamento: Passività e Attività Liquide.

I Rischi che una azienda si trova a dover gestire spaziano da rischi di Mercato (rischio Paese, valutario, di materie prime) , a rischi di Controparte, al rischio di variazioni nei Tassi di Interesse, che potrebbero impattare sfavorevolmente su Incassi e Pagamenti.

La Composizione del Debito contratto dall'azienda è oggi di attualità, alla luce di un prossimo aumento dei tassi da parte della BCE fermi ormai da 30 mesi al 2%. Se, infatti, l'indebitamente a breve termine è stato sempre contratto su tassi variabili, e quello a medio/lungo termine su tassi fissi, l'attuale livello dei tassi di interesse ha portato molte aziende a derogare da questa prsi contraendo debito a medio termine a tassi variabili.

Oltre alla Composizione del debito, rilevante appare l'analisi della Entità, la cui visibilità in Stato Patrimoniale è oggi sempre meno evidente, richiedendo l'esame dei conti d'ordine per individuare lo smobilizzo di crediti finanziari, operazioni con derivati, leasing e forme di finanziamento ibride.

Lo stesso esame della Posizione Finanziaria Netta in luogo dell'indebitamento può portare a sottovalutazioni: il debito è infatti certo, le attività prontamente liquidabili no.

Il Rischio può essere Neutralizzato (fisso il risultato a fronte di un costo certo) o Gestito (operazioni di copertura - Hedging, rinnovate periodicamente e monitorate sistematicamente).

Gli strumenti per la Gestione o Neutralizzazione del Rischio sono di diversi tipi, ma possiamo distinguerli secondo due fattispecie: strumenti/prodotti venduti dal sistema Bancario (Swap, Forward o Derivati Ibridi comprensi pienamente forse dal solo creatore, quasi sempre Over the Counter, di difficile liquidabilità se non a costi elevati, ed accettando un rischio di controparte) e strumenti negoziati sul libero mercato (Opzioni, Futures acquistati/venduti direttamente attraverso una SIM abilitata a costi notevolmente inferiori, estremamente liquidi e facilmente negoziabili, senza rischio di controparte grazie alla presenza di una Clearing House).

Inutile dire che quando il consulente (Banca) diventa venditore cominciano i problemi, e l'azienda si ritrova a contrarre costose posizioni su strumenti derivati frutto della più recente ingegneria finanziaria, poco comprensibili ed ancora meno liquidabili e indicizzati a tassi semi-sconosciuti con algoritmi matematici.

E la situazione peggiora quando la gestione della posizione porta la stessa azienda a rinegoziarla convertendola su uno strumento ancora più sofisticato (e costoso) che magari sfrutta una leva finanziaria ancora maggiore, aumentando il rischio anzichè gestirlo o neutralizzarlo.

Come in molte altre situazioni, la semplicità rimane la scelta migliore, ma il diretto accesso a questi strumenti sul libero mercato è resa difficoltosa dall'assenza, soprattutto nelle PMI, della cultura finanziaria necessaria per aprire e gestire questo posizioni in Opzioni e Futures.

Colmare questo gap di conoscenza significa affidarsi ad attività di Formazione mirata sulla mappatura dei rischi finanziari che l'azienda sta accettando, sull'analisi degli scenari a fronte delle diverse alternative e sull'operatività con questi strumenti derivati su diversi sottostanti (materie prime, valute, tassi di interesse, azioni...) e Financial Coaching con l'affiancamento di un Consulente nelle prime fasi di operatività.


  • Il rischio di cambio può essere definito, in generale, come l'insieme degli effetti derivanti dalle variazioni dei cross delle varie divise non aderenti all'Euro sulle performance realizzate dall'impresa in termini di risultati economici di gestione, di quote di mercato e flussi di cassa. Le imprese che operano sui mercati esteri generano dei flussi in valuta che determinano un'esposizione al rischio di cambio. L'obiettivo delle strategie di gestione del rischio di cambio nell'azienda industriale e commerciale deve essere la salvaguardia della redditività operativa dell'azienda per un periodo di tempo sufficiente ad adottare misure non finanziarie per far fronte a mutate parità nei tassi di cambio.



    Andamento del EUR/USD


  • Le aziende italiane sono spesso esposte al rischio di variazione dei prezzi delle materie prime e degli approvvigionamenti di energia elettrica o gas naturale. Il rischio di variazione del prezzo della materia prima influisce su aspetti di natura reddituale nel breve termine e strategico-competitiva nel medio termine e si presenta consistente per l'azienda perché difficilmente diversificabile nel breve periodo, tanto da indurre le funzioni operative dell'azienda ad adottare strumenti di gestione del prezzo (non sempre praticabili e spesso onerosi) quali:

    • gestione delle scorte con obiettivi non solo produttivi / distributivi ma anche di minimizzazione del costo di acquisto e/o massimizzazione del prezzo di vendita
    • accordi preventivi con il cliente/fornitore su un prezzo fisso, di durata prevalentemente di medio periodo, per la consegna di una precisa quantità di materia secondo scadenze concordate a priori.


    Lo sviluppo dei mercati finanziari consente di gestire il rischio di prezzo di materie prime quotate in borse valori mediante strumenti finanziari con i seguenti benefici: non complicare la logistica aziendale, non impegnare eccessive risorse finanziarie per il finanziamento delle scorte speculative, maggiore flessibilità rispetto agli strumenti "fisici", minori vincoli nei rapporti con i clienti e i fornitori.



    Andamento dei prezzi del petrolio e del rame


  • Le aziende italiane sono spesso esposte al rischio di variazione dei prezzi delle materie prime e degli approvvigionamenti di energia elettrica o gas naturale. Il rischio di tasso è rappresentato dall'incertezza associata all'andamento dei tassi di interesse. E' il rischio, cioè, che una variazione del livello dei tassi di interesse possa produrre effetti negativi sul conto economico dell'azienda. Tale rischio è identificabile in quelle aziende che operano con finanziamenti a tasso fisso quando i tassi scendono o a tassi variabili quando i tassi salgono. La vulnerabilità è data dall'ammontare dei finanziamenti soggetti a questo rischio.



    Andamento EURIBOR 3 mesi

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