|
PERCHE’ C.R.F.M. (Corporate Risk Financial Management)
La Gestione dei Rischi Finanziari in Azienda passa dall'analisi e gestione delle Fonti di Finanziamento: Passività e Attività Liquide.
I Rischi che una azienda si trova a dover gestire spaziano da rischi di Mercato (rischio Paese, valutario, di materie prime), a rischi di Controparte, al rischio di variazioni nei Tassi di Interesse, che potrebbero impattare sfavorevolmente su Incassi e Pagamenti.
La Composizione del Debito contratto dall'azienda è oggi di attualità, alla luce degli aumento dei tassi da parte della BCE. Se, infatti, l'indebitamente a breve termine è stato sempre contratto su tassi variabili, e quello a medio/lungo termine su tassi fissi, l'attuale livello dei tassi di interesse ha portato molte aziende a derogare da questa prsi contraendo debito a medio termine a tassi variabili.
Oltre alla Composizione del debito, rilevante appare l'analisi della Entità, la cui visibilità in Stato Patrimoniale è oggi sempre meno evidente, richiedendo l'esame dei conti d'ordine per individuare lo smobilizzo di crediti finanziari, operazioni con derivati, leasing e forme di finanziamento ibride.
Lo stesso esame della Posizione Finanziaria Netta in luogo dell'indebitamento può portare a sottovalutazioni: il debito è infatti certo, le attività prontamente liquidabili no.
Il Rischio può essere Neutralizzato (fisso il risultato a fronte di un costo certo) o Gestito (operazioni di copertura - Hedging, rinnovate periodicamente e monitorate sistematicamente).
Gli strumenti per la Gestione o Neutralizzazione del Rischio sono di diversi tipi, ma possiamo distinguerli secondo due fattispecie: strumenti/prodotti venduti dal sistema Bancario (Swap, Forward o Derivati Ibridi comprensi pienamente forse dal solo creatore, quasi sempre Over the Counter, di difficile liquidabilità se non a costi elevati, ed accettando un rischio di controparte) e strumenti negoziati sul libero mercato (Opzioni, Futures acquistati/venduti direttamente attraverso una SIM abilitata a costi notevolmente inferiori, estremamente liquidi e facilmente negoziabili, senza rischio di controparte grazie alla presenza di una Clearing House).
Come in molte altre situazioni, la semplicità rimane la scelta migliore, ma il diretto accesso a questi strumenti sul libero mercato è resa difficoltosa dall'assenza, soprattutto nelle PMI, della cultura finanziaria necessaria per aprire e gestire questo posizioni in Opzioni e Futures.
Colmare questo gap di conoscenza significa affidarsi ad attività di Formazione mirata sulla mappatura dei rischi finanziari che l'azienda sta accettando, sull'analisi degli scenari a fronte delle diverse alternative e sull'operatività con questi strumenti derivati su diversi sottostanti (materie prime, valute, tassi di interesse, azioni...) e Financial Coaching con l'affiancamento di un Consulente nelle prime fasi di operatività
Rischio di Cambio
Il rischio di cambio può essere definito, in generale, come l'insieme degli effetti derivanti dalle variazioni dei cross delle varie divise non aderenti all'Euro sulle performance realizzate dall'impresa in termini di risultati economici di gestione, di quote di mercato e flussi di cassa. Le imprese che operano sui mercati esteri generano dei flussi in valuta che determinano un'esposizione al rischio di cambio. L'obiettivo delle strategie di gestione del rischio di cambio nell'azienda industriale e commerciale deve essere la salvaguardia della redditività operativa dell'azienda per un periodo di tempo sufficiente ad adottare misure non finanziarie per far fronte a mutate parità nei tassi di cambio.
Rischio Materie Prime
Le aziende italiane sono spesso esposte al rischio di variazione dei prezzi delle materie prime e degli approvvigionamenti di energia elettrica o gas naturale. Il rischio di variazione del prezzo della materia prima influisce su aspetti di natura reddituale nel breve termine e strategico-competitiva nel medio termine e si presenta consistente per l'azienda perché difficilmente diversificabile nel breve periodo, tanto da indurre le funzioni operative dell'azienda ad adottare strumenti di gestione del prezzo (non sempre praticabili e spesso onerosi) quali:
o gestione delle scorte con obiettivi non solo produttivi / distributivi ma anche di minimizzazione del costo di acquisto e/o massimizzazione del prezzo di vendita
o accordi preventivi con il cliente/fornitore su un prezzo fisso, di durata prevalentemente di medio periodo, per la consegna di una precisa quantità di materia secondo scadenze concordate a priori.
Lo sviluppo dei mercati finanziari consente di gestire il rischio di prezzo di materie prime quotate in borse valori mediante strumenti finanziari con i seguenti benefici: non complicare la logistica aziendale, non impegnare eccessive risorse finanziarie per il finanziamento delle scorte speculative, maggiore flessibilità rispetto agli strumenti "fisici", minori vincoli nei rapporti con i clienti e i fornitori.
Rischio Tassi di Interesse
Le aziende italiane sono spesso esposte al rischio di variazione dei prezzi delle materie prime e degli approvvigionamenti di energia elettrica o gas naturale. Il rischio di tasso è rappresentato dall'incertezza associata all'andamento dei tassi di interesse. E' il rischio, cioè, che una variazione del livello dei tassi di interesse possa produrre effetti negativi sul conto economico dell'azienda. Tale rischio è identificabile in quelle aziende che operano con finanziamenti a tasso fisso quando i tassi scendono o a tassi variabili quando i tassi salgono. La vulnerabilità è data dall'ammontare dei finanziamenti soggetti a questo rischio.
QUANDO IL CFRM PUO’ DARE UNA RISPOSTA:
1. Ho contratto indebitamento a tasso variabile e il tasso di interesse che si sta pagando è diventato più alto di quello che mi aspettavo.
2. Gli incassi derivanti dalle nostre vendite all’estero sono inferiori al previsto a causa di un movimento sfavorevole del tasso di cambio.
3. Perdiamo quota di mercato all’estero perchè, a causa di un movimento dei tassi di cambio, un concorrente estero riesce a prezzare in modo più competitivo di noi.
4. L’incremento del prezzo del petrolio (o qualsiasi altra materia prima) sta erodendo i miei guadagni
COMPETENZE ACQUISITE:
• Limitare il rischio di cambio, di interesse e materie prime con gli strumenti di copertura più avanzati
• Utilizzare con profitto i prodotti derivati sia nella gestione dei rischi finanziari, sia nelle operazioni di tipo speculativo
• Migliorare la performance d’area attraverso una gestione equilibrata e dinamica dei rischi finanziari
PROGRAMMA:
- I Rischi che possono essere gestiti attraverso i Mercati Finanziari: materie prime, cambio, tassi di interesse
- L’utilizzo dei prodotti derivati nelle strategie di copertura: analisi e immunizzazione del portafoglio
- I contratti Swap e Forward
- Il contratto Future
- I Certificati e gli ETF
- La teoria delle Opzioni e il suo impiego nelle coperture
- Fondamenti di Analisi Tecnica e Analisi Intermarket
- La scelta del Broker o dell’intermediario
Destinatari area acquisti, area tesoreria Articolazione tre giorni, dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 18, a Cesena.
|
Docente Durata 24 ore Prezzo l'organizzatore del Corso è Centro Servizi PMI: per informazioni sulle condizioni di partecipazione è invitato a contattare la dott.ssa Linza al numero: 0547-632358
|